Casa Museo Ribezzi-Petrosillo

Punti di Interesse Storico-Culturali - Latiano - Via dottor Angelo Maria Ribezzi, 1

DESCRIZIONE

La Casa-Museo Ribezzi-Petrosillo, inaugurata il 20 dicembre 2003, sorge nel pieno centro storico di Latiano (BR), tra la via Angelo Ribezzi n.1 (ingresso principale) e la via Ernesto Ribezzi (ingressi laterali). Nei dieci anni trascorsi essa ha subito numerosi ampliamenti, motivati anche dai riscontri positivi di pubblico e di critica avuti fin dalla sua fondazione.

L’idea del Museo, voluto dai coniugi Vittoria Ribezzi e Vittorio Petrosillo, ha sicuramente i suoi antecedenti nella tradizione familiare e nel culto per le memorie storiche tramandatosi nel tempo. Giuridicamente configurata come Fondazione regolarmente riconosciuta dalla Regione Puglia, ha un’indipendenza economica e finanziaria, assicurata dai fondatori e uno statuto che ne regola il funzionamento, costituito da 15 articoli. Il I articolo così recita: Per onorare la memoria del Dott. Angelo Ribezzi e del Cav. Lorenzo Petrosillo su iniziativa dei coniugi Vittoria Ribezzi e Vittorio Petrosillo è costituita ai sensi degli articoli 14 e seguenti del Codice Civile una Fondazione denominata “Fondazione Ribezzi-Petrosillo.    E’ retta da un Consiglio direttivo, costituito da tre membri della famiglia Ribezzi-Petrosillo, il Sindaco di Latiano pro tempore e il Sovrintendente archeologico pro tempore.

L’abitazione, attualmente adibita a Museo, è costituita da un piano inferiore di origine seicentesca e da una sopraelevazione tardo settecentesca, con rifacimenti ottocenteschi.

Il percorso, che conduce il visitatore in un viaggio nella storia e nel tempo, attraverso ricordi, memorie, testimonianze varie e che fa comprendere, anche attraverso opportune didascalie,  il valore del singolo documento, è così distribuito: il piano inferiore, con un percorso circolare, ha tredici sale, più una Galleria-Auditorium con un’ottantina di posti a sedere.

Le prime tre sale, dedicate all’archeologia, ospitano una mostra temporanea dal titolo: “Muro Tenente un sito archeologico conteso”, con una esposizione di reperti provenienti dal sito archeologico messapico di Muro Tenente, dati in affido dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia. Tale sito dista da Latiano poco più di un chilometro e territorialmente fa parte del vicino Comune di Mesagne. Esso è comunque strettamente legato a Latiano per un continuum  storico-culturale che ne fa, appunto, la Latiano messapica ed è legato altresì alla storia della famiglia Ribezzi che è stata la proprietaria sin dai primi decenni del XIX secolo di circa ¾ dei 50 ettari complessivi dei terreni che insistono sul sito archeologico stesso.

Il percorso procede, quindi, con la Sala grande del piano inferiore, che accoglie riviste, album di cartoline d’epoca, libri letterari e giuridici e che ospita periodicamente esposizioni di breve durata e di vario genere. Attualmente sono esposti abiti della seconda metà del sec. XIX. Seguono la Sala della Numismatica, che accoglie una raccolta di monete intitolata “Dalla Magna Grecia all’Euro”, disposte secondo un ordine cronologico e un chiaro intento didattico e la Sala della Musica, dove il visitatore può osservare spartiti, libretti d’opera, strumenti musicali, dischi in bachelite e vinile, abiti di scena appartenuti al contralto Marcella Ziffer Ascarelli, il cui fondo è stato donato al Museo dalla figlia Franca Ascarelli Maffei .

Una rarità è data dalla possibilità di ascolto di dischi metallici e di cartone traforati risalenti alla metà dell’Ottocento, tramite appositi strumenti musicali coevi, a manovella, dotati di mantici interni.

Seguono le tre sale dedicate alla moda nei secoli passati (XVII-XX) con esposizioni di capi della moda infantile nel passato, libri e riviste per l’infanzia, abiti, biancheria intima femminile e accessori vari.

Si accede quindi alla Galleria- Auditorium, lunga 18 metri e larga 5 metri, attrezzata per conferenze, concerti, manifestazioni varie, nella quale c’è anche un’esposizione di ceramiche dei secc. XVII-XX. La stessa conduce a tre ambienti che sono adibiti ancora alla moda (due sale), alla storia della Telefonia e della Fotografia. Gli ultimi ampliamenti si riferiscono ai vani (adiacenti alla Galleria) e destinati alla Biblioteca, al Centro informatico messo a disposizione del visitatore, alle memorie del Beato Bartolo Longo, illustre filantropo del secolo XIX-inizi XX, fondatore del Santuario Mariano di Pompei, nativo di Latiano e imparentato con la famiglia Ribezzi per parte paterna. I nuovi ambienti contengono altresì una mostra di paramenti sacri.

Il piano superiore, al quale si accede tramite una rampa di scale, conduce, innanzi tutto, ad un ammezzato ove sono esposti reperti messapici della collezione Ribezzi, quali macine, mortai, palle da catapulta. Anche il primo piano presenta un percorso circolare e le stanze che si susseguono sono denominate per gli oggetti ivi esposti: la Sala della Caccia e delle Armi, che contiene oggetti relativi alla caccia, armi bianche, documenti e ricordi del Risorgimento e del primo e secondo conflitto mondiale; la Sala delle Pergamene, ove sono custodite, in apposite teche, carte e pergamene della donazione Panzera e quelle appartenute alla famiglia De Electis (secc. XV-XIX) ascendenti dei Ribezzi.

Nel Salone principale, dedicato all’Avv. Benvenuto Ribezzi, sono esposti, secondo un ordine tipologico e cronologico, i reperti archeologici messapici allo stesso appartenuti. La collezione prosegue quindi nella stanza successiva, dedicata alla medicina nei secoli passati, ove sono esposti ferri e strumenti medici.

La visita si conclude con la Sala dei Libri Antichi (secc.XVI-XIX) e degli Oggetti Sacri, che documentano gli interessi culturali e la religiosità nel passato.

La Fondazione Casa-Museo Ribezzi-Petrosillo non vuole essere solamente un “contenitore” di reperti e oggetti vari che, attraverso la storia della famiglia fondatrice e di famiglie collaterali faccia emergere uno spaccato della vita politica, culturale e religiosa dei secoli passati, ma nella sua attività organizza con frequenza concerti, conferenze, incontri e dibattiti su argomenti filosofici, musicali, letterari, artistici. In tali manifestazioni molti spunti vengono tratti da documenti inediti presenti nell’archivio del museo, soprattutto se riferiti alla cultura locale o regionale.

Il gratificante interesse dei visitatori ed il numero sempre crescente degli stessi inducono i promotori a continuare a lavorare in tale direzione e accogliere con gratitudine quanti intendono, con donazione di oggetti, contribuire all’arricchimento delle esposizioni.

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