Castello Imperiali

Punti di Interesse Storico-Culturali - Francavilla F.na - Via Municipio, 2

DESCRIZIONE

Il castello, fatto erigere intorno alla metà del XV secolo da Giovanni Antonio del Balzo Orsini, mutato e ampliato da Giovan Bernardino Bonifacio non più tardi del 1547, fu definitivamente trasformato in palazzo da Michele III tra il 1720 e il 1727. Nel 1739 Michele Imperiali IV lo fece isolare, facendo abbattere un muro e alcune botteghe dalla parte di tramontana, dove poi sviluppò l’ampio “giardino delle delizie”. Alla morte di Michele IV, nel 1782, mancando gli eredi diretti, il palazzo fu incamerato tra i beni del regno come proprietà feudale. Abbandonato, o quasi, fino al novembre 1821, il castello-palazzo venne ceduto dal demanio e diventò casa comunale. A pianta  quadrangolare, è composto da tre piani e si eleva su un ampio fossato con poderosa muratura a scarpata. Su ciascuno dei quattro spigoli e apposto uno stemma degli Imperiali. La maestosa costruzione è conclusa in alto da un austero coronamento a beccatelli e merlatura guelfa. Sulla facciata principale si apre il portale di accesso racchiuso da una cornice e compreso tra due colonne, sormontato al centro dallo stemma Imperiali. Più imponente è il portale posteriore, spostato verso oriente, con il sovrastante balcone dallo sporto mistilineo e ringhiera in ferro. Sulla facciata orientale s’inserisce, nello spartito centrale leggermente rientrante, una grandiosa loggia che si compone di quattro arcate, entro le quali si aprono altrettante porte-finestre, incorniciate da foglioline. Conclude la loggia una balaustrata, sorretta da robusti mensoloni e suddivisa in gruppi di colonnine comprese tra pilastrini, di cui quello centrale accoglie lo stemma Imperiali. Il cortile interno, quadrangolare, con portico irregolare sorretto da colonne di tipo dorico-toscano, ha sul fondo lo scalone a doppia rampa dal quale si accede al primo piano.  Nell’atrio è collocato il fonte battesimale con la conca, decorata a baccelli, e sull’orlo scolpito un fregio raffigurante delfini affrontati che si legano a motivi floreali. Sul ballatoio si affacciano finestre e porte ornate con cornici e fregi simili alle finestre cinquecentesche della facciata. Nell’attuale salone di rappresentanza figura il seicentesco caminetto in pietra leccese rimarcato dai festoni floreali degli stipiti, dal motivo degli uccelli che si abbeverano nello stesso vaso sul fregio, dal timpano a forma di drappo, che accoglie lo stemma degli Imperiali-Spinola, chiuso da due profili femminili incoronati di alloro. Nello stesso salone, di fronte al caminetto, è collocato il grande dipinto raffigurante l’Ultima cena e la volta decorata e affrescata nel 1928 da Giovanni Vollono.  Al secondo piano nell’attuale Sala Consiliare può essere ammirata la parte superiore dell’antica torre fatta erigere da Giovanni Antonio del Balzo Orsini.

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