Complesso archeologico di Crepacore

Punti di Interesse Storico-Culturali - Torre S. Susanna - Strada Provinciale 69

DESCRIZIONE

Sulla strada provinciale per Mesagne, a 5 Km. da Torre Santa Susanna, presso la Masseria agrituristica “Le Torri”, si può visitare la chiesetta di origini bizantine di San Pietro in Crepacore (o di Santa Maria in Crepacore – VI-XI sec.). L’edificio è posto su un pianoro limitrofo al Canale Langegna o di Galesano, che secondo alcune interpretazioni può aver dato origine al nome della chiesa (Crepacore = grande crepa), in un sistema collinare ricco di insediamenti agricoli e ville romane del III e II sec. a.C. . La chiesa fu costruita sulle rovine di una villa romana di età augustea, utilizzando grossi blocchi di carparo provenienti da altri edifici antichi della zona, che conferiscono alla struttura l’aspetto di una fortezza, sormontata da due basse cupole in asse. La singolare pianta quadrata ha il lato di 5,67 equivalente a 18 piedi bizantini, ossia con cifre greche iniziali corrispondenti al nome di Gesù.
L’attuale edificio è diviso in tre navate, nella centrale, coperta dalle due cupole a trullo, vi è un’abside semicircolare sul quale si apre una piccola bifora (foto a lato); le strette navate laterali sono coperte con volte a semibotte. Alcune piccole colonne ellenistico-romane, reimpiegate nell’edificio, reggono le arcate laterali. Altre due colonne di riuso sono presenti ai lati dell’ingresso ad arco.
Sulle pareti interne, un tempo completamente affrescate probabilmente con figure di Santi e scene del vecchio e nuovo Testamento, sono visibili alcuni frammenti delle interessanti pitture risalenti al IX –X secolo, tra cui un pannello votivo del committente dell’opera in abiti cerimoniali ritratto con San Pietro e nel catino absidale l’Ascensione di Cristo tra gli Apostoli, una bella scena che mostra al centro il Cristo tra i dodici apostoli disposti su tutta la superficie dell’abside, dal cui nome in greco, impresso in ogni nimbo, si riconoscono ancora Giovanni, Luca, Matteo e Marco che reggono il Vangelo e Andrea che impugna una croce. Quello che resta dell”interessante ciclo di affreschi evidenzia una frequentazione pittorica che va dal IX al XIV secolo. La chiesetta è rimasta abbandonata per decenni ed è stata utilizzata per lunghi periodi come deposito di attrezzi agricoli e come ovile. L’intervento di restauro, operato dalla Soprintendenza Archeologica sotto la direzione dell’Architetto Fernando Russo, fu avviato solo dopo la donazione dell’edificio sacro al Comune di Torre S.Susanna voluta dal proprietario, il prof. Carlo Murri. Durante le fasi dei lavori vennero alla luce i ruderi della villa romana e di un trappeto e i resti di una necropoli medievale risalente al VIi sec. d.C., i cui sarcofagi sono rimasti nel piccolo parco archeologico allestito attorno alla chiesa. I corredi tombali (tra i quali troviamo una fiala vitrea di epoca romana, un pugnale e alcune monete) e i resti ossei delle sepolture sono attualmente conservati presso il museo MARTA di Taranto.

 

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