Insediamenti Basiliani e cripta di Sant’Angelo

Punti di Interesse Storico-Culturali - S. Pancrazio S.no - SS7ter

DESCRIZIONE

I monaci basiliani di rito greco, fuggiti dalla loro terra a seguito delle persecuzioni durante le lotte iconoclaste nell’VIII e IX secolo, si rifugiarono in varie zone d’Italia, fra cui il Salento. Nel territorio di San Pancrazio Salentino sono presenti testimonianze relative alla frequentazione della zona all’epoca sia da parte dei monaci basiliani sia da parte di alcuni nuclei famigliari.

Grotte scavate nel tufo erano accessibili solo da piccoli pertugi nelle zone di Torre Vecchia, dove si trovano anche decorazioni murali di santi e motivi greco-bizantini e nelle zone di contrada Pezza, masseria Caragnuli e Sant’Antonio alla macchia, dove le grotte presentano più vani di forma regolare, reclinatoi lungo le pareti e con un dipinto della figura di Sant’Antonio abate chiusa nel quadro dalla rude cornice con iscrizione greca, distrutta verso il 1878: oggi ne esiste solo un tardo rifacimento.

Altre testimonianze sono i sili per la conservazione di derrate, a forma di anfora, scavate nella roccia tufacea e situati, di solito, nelle vicinanze delle grotte; vicino al santuario di Sant’Antonio è presente anche un frantoio ipogeo.

Tombe costituite da semplici fosse scavate nella roccia con cuscino ricavato presso la testata ovest, prive di copertura e già violate sono state rinvenute nella zona a sud della masseria Lo Farai; altre tombe sono state rinvenute in contrada Pezza.

In contrada Caragnuli è presente un complesso di una decina di piccole grotte, le laure.

Un altro luogo di culto cristiano legato alla componente monastico-religiosa italo-greca è la Grotta dell’Angelo, ubicata a poco più di 200 metri a sud-est della masseria Torrevecchia. La grotta, di piccole dimensioni, è scavata nella roccia tufacea e vi si accede attraverso sette gradoni; la volta, quasi interamente crollata nella parte ovest, è sostenuta da un grosso pilastro centrale. Nella parte posteriore, in linea con l’ingresso, vi è una nicchia rettangolare, dove probabilmente era collocato l’altare. Sulle pareti affrescate si distinguono figure di santi raffigurati secondo l’iconografia bizantina, con ampi mantelli, vesti riccamente decorate, libri in mano e aureole in testa.

Sulla parete sinistra è la raffigurazione di San Vito, identificato dalla presenza del cane posto ai suoi piedi, secondo l’iconografia tradizionale.

 

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