La Chiesa di San Leonardo

Punti di Interesse Religiosi - Mesagne - Via Eugenio Santacesaria

DESCRIZIONE

Nel centro storico di Mesagne sorge tuttora una chiesetta dedicata a San Leonardo abate. Nato tra la fine del V e l’inizio del VI secolo, in Francia, ebbe come padrino di battesimo il re Clodoveo. Da giovane si mise al seguito di San Remigio, Arcivescovo di Reims. Eremita nei pressi di Limoges, ebbe in dono da re Clodoveo una proprietà per erigersi un oratorio in onore della Madonna e di San Remigio. Tale luogo egli chiamò Nobiliacum a ricordo del nobilissimo re Clodoveo, che glielo aveva donato. Dal luogo, dunque, il titolo di San Leonardo da Nobiliacum. Qui sorse, in seguito, il monastero che diede origine ad una cittadina con il nome di Saint-Lèonard-de-Noblat. Leonardo visse in un’operosa carità in favore dei sofferenti ed in special modo dei prigionieri. Per tali ragioni ottenne dal re il privilegio di poter liberare tutti i prigionieri che avrebbe incontrato; e liberò, di fatto, un gran numero di questi infelici.  Particolare devozione riscosse durante le crociate: Boemondo di Antiochia, prigioniero dei musulmani nel 1100, attribuì la sua liberazione a San Leonardo, tanto che, rientrato in Europa, donò in voto al santuario di Saint-Lèonard-de-Noblat delle catene di argento. Oltre che dei carcerati, San Leonardo venne riconosciuto patrono delle partorienti e puerpere, degli agricoltori e, sempre per un curioso riferimento alle catene, anche protettore dei fabbri. La sua fama di taumaturgo, dalla Francia, ben presto si diffuse in molte regioni d’Europa, soprattutto in Germania e un po’ dovunque sorsero luoghi di culto a lui dedicati. Dall’analisi della pianta dell’antico insediamento urbano di Mesagne, tuttavia, e dall’osservazione della muratura del transetto, che circonda l’altare maggiore, emersa durante i recenti restauri, si rafforza l’ipotesi della coincidenza tra l’attuale luogo di culto e l’antica cappella, la quale – come tutte le chiese medievali – dovette avere l’ingresso orientato ad ovest (sull’attuale vico Mauro Leopardi, dove ancora oggi permane l’ingresso alla sacrestia) e l’abside collocata ad est secondo la norma comune a tutte le chiese antiche. Ulteriore conferma viene, poi, dalla struttura laterale dell’attuale presbiterio, che conserva, ai due lati, le basse arcate della primitiva cappella, strutturalmente assai diverse dal resto dell’aula, e mostra i segni evidenti del posteriore rifacimento in età barocca, periodo in cui si ampliò il luogo di culto e se ne modificò l’orientamento con l’ingresso su via dei Teutonici (oggi via E. Santacesaria). Probabilmente la chiesa fu edificata, nella prima metà del Seicento, su un preesistente edificio fatto costruire sul finire del XII secolo dall’Ordine Teutonico. Anonimo il progettista. Il primo documento ufficiale è la relazione della visita effettuata da Mons. Francesco Surgente in Mesagne nel 1639 con la quale ordinava urgenti lavori di riparazione che, furono eseguiti nel decennio tra il 1640 e il 1650 portando la chiesa alle dimensioni attuali. Durante questo secolo la chiesa di S. Leonardo fu coperta di volta in muratura in sostituzione della copertura “da canonizzate”. Una singolare curiosità è costituita dalla scritta riportata sul cartiglio posto sull’arco di volta della cappella stessa. L’ingenuo e corrotto “Regnavit a legno Deus” (Dio regnava dal legno) è rimasto a testimonianza della religiosità popolare, nonostante gli ultimi restauri.”

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