La Chiesa di Santa Maria in Bethlehem

Punti di Interesse Religiosi - Mesagne - Piazza Garibaldi

DESCRIZIONE

La chiesa fu costruita laddove nel 1528 già sorgeva un piccolo delubro dedicato a S. Maria di Bethlehem. Esso fu ampliato per riconoscenza dei mesagnesi che, credettero di essere stati liberati dalla peste  per intercessione di quella divinità, la cui effige è tuttora sul terzo altare sinistro. A onor del vero, nella Platea dei Padri Celestini si legge che il dipinto originale, di cui si conserva solo la sacra immagine posta in un medaglione nella parte superiore dell’altare di Sant’Antonio (oggi su un dipinto che celebra la Gloria di S. Pietro Celestino), nel 1735 per ordine dell’Abate Alemmo, fu dimezzato e si ricavarono altri quadri, ora andati smarriti. Successivamente, nel 1618, presero possesso della chiesa i padri Celestini, che costruirono il convento adiacente. Nel 1662 la chiesa subì grandi modifiche, tra cui il riorientamento ad est. Altri lavori furono eseguiti agli inizi del Settecento (il rifacimento di tutti gli altari) ed ultimati nel 1738. Alla fine dell’Ottocento furono rifatti gli stucchi della volta. Nel 1949, per ampliare la chiesa, fu smontato il coro ed arretrato al suo posto l’altare maggiore, prezioso intarsio di marmi policromi. Il convento, dal 1935 è la sede del Municipio. E’ noto che il Barocco ha avuto grande influenza in area meridionale e leccese in particolare, e Mesagne annovera, fra le testimonianze di questo periodo, la chiesa di Santa Maria in Bethlehem e l’ex Convento dei Celestini. I frati celestini per la loro nuova chiesa probabilmente elaborarono un modesto programma, in seguito esso fu ampliato e collegato al vasto disegno ideato da Roma che dai capisaldi salentini Nardò, Copertino, Lecce si diramò, con sapiente regia, all’intero Salento. Lo stesso ordine, con ben altri mezzi, era impegnato a Lecce per la costruzione del più importante complesso barocco salentino: Santa Croce (1570- 1700).

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