Polo Museale

Punti di Interesse Storico-Culturali - Latiano - Via Santa Margherita, 91

DESCRIZIONE

Polo Museale Città di Latiano, ospita:
Museo delle Arti e Tradizioni di Puglia – Il Museo delle arti e tradizioni di Puglia  di Latiano, uno dei primi sorti in Puglia, nato nel 1974 su iniziativa dell’Associazione Turistica PRO LOCO, è passato di proprietà comunale nel 1991. Il museo  ha permesso di non disperdere in una frammentarietà di iniziative isolate un patrimonio di beni legati alla cultura contadina della nostra terra. Questo museo che si inserisce all’interno dei musei demo-etno-antropologici non è solo un luogo di conservazione di beni e strumenti appartenuti alla cultura contadina, ormai dispersa,  quanto un luogo ove viene ricostruito il processo comunicativo tra l’oggetto conservato ed il mondo che lo ha prodotto e usato. Nel  Museo,  oggi ubicato nel bellissimo Convento dei Domenicani (struttura del Cinquecento, appositamente ristrutturata, sede del Polo museale), sono  fedelmente ricostruiti gli ambienti casalingo, artigianale e agricolo.  La ricostruzione degli ambienti effettuata  tutta con pezzi autentici e originari mostra allo spettatore uno spaccato della vita  e cultura contadina.
L’intero  contenitore museale è organizzato in diverse sezioni:  Museo della Ceramica, Museo del Vino, Sezione del tessuto e dell’ abbigliamento e Beni culturali di tradizione orale.

Museo del Sottosuolo – Il museo venne fondato nel 1977 dal prof. Pietro Parenzan, illustre naturalista e professore universitario. Alla sua morte (1992) la direzione della struttura venne affidata al latianese dott. Michele Camassa ed il Museo venne trasferito nel 1993 nei locali della cinquecentesca ex Abbazia di S. Margherita di Latiano, Dal 2003 il museo è diventato  proprietà comunale. In questo  museo, unico in Puglia, sono conservati migliaia di oggetti del meraviglioso mondo sotterraneo, suddivisi in quattro sezioni: Biologia del sottosuolo, Geologia, Paleontologia generale e Paleontologia umana. Una sottosezione del museo è dedicata alla speleologia, ricca di diversi tipi di concrezioni (stalattiti, stalagmiti, cortine, elictiti, latte di monte, pisoliti, etc.). La collezione di minerali e rocce va dalla “bomba vulcanica” dell’Etna al gesso cristallino di Brisighella, ai campioni di ulexite, ematite sanguigna, fluorite della Sila,  Bauxite di Otranto, rocce del Vesuvio, Rodocrosite, Sferocobaltite, Cuprite, Crisocolla del Marocco, Autunite, Ossidiana rossa, etc. La Sezione Biologia del sottosuolo ospita diversi esemplari di specie:  il Proteus anguinus, anfibio delle acque sotterranee del Carso e il Leptodirus hohenwarti, il primo coleottero cieco scoperto nel 1831 nelle grotte di Postumia. Fra gli animali del sottosuolo vi troviamo quelli ultraspecializzati, detti Troglobi, o esemplari di  pesci cavernicoli provenienti da diverse parti del mondo. Prima del genere potrebbe dirsi, per un museo pubblico, l’esposizione di esemplari di essere viventi invisibili, quali ad esempio gli  Acari o i Tardigradi che sono conservati in preparati microscopici e riprodotti con disegni e fotografie ingrandite. Ma la sezione è ricca anche del famoso gamberello cieco  della Grotta di Zinzulusa, da Spelaeomysis bottazzi, Stygiomysis  hydruntina, etc.. o ancora da numerosissimi insetti ,  piante, funghi, etc. che si trovano nei pozzi, nelle vore, etc. La Sezione di Paleontologia generale umana è ricca di fossili provenienti da ogni parte del mondo, a partire dall’era paleozoica ma anche proveniente dal Cretaceo inferiore e dal Giurassico. Molto interessanti sono le attività didattiche e di laboratorio a cui partecipano numerosi cittadini e ragazzi.

Museo della Farmacia – nato intorno al nucleo di raccolte private delle famiglie Pepe e Pierri di Taranto, farmacisti da antiche generazioni,  è un esempio brillante di sinergia tra pubblico e privato. In una elegante stanza, al piano superiore del convento, sono esposti  oggetti, strumenti, albarelli, ricette e medicinali , che si collocano tra il XVIII e il XX secolo,  e tracciano un excursus  storico della storia della medicina e dell’arte farmaceutica sin dai tempi di Ippocrate, il primo ad usare in modo razionale erbe e medicamenti. E’ interessante scoprire che molte piante medicinali, utilizzate nel Salento sin dai tempi dei Greci, costituiscono ancora oggi un importante rimedio. Annessa alla raccolta di reperti di storia della farmacia è la biblioteca specialistica, con volumi a tema e volumi rari sull’alchimia.

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